"NON E' MIO DESIDERIO STAMPARE MOLTI LIBRI, MA SOLO  QUELLI

IMPORTANTI O DI MERITO INTRINSECO".

John Baskerville tipografo ed editore (Birmingham 1705 - London 1775)

Michele Cogo

FENOMENOLOGIA DI UMBERTO ECO

Indagine sulle origini di un mito intellettuale contemporaneo

Introduzione di Paolo Fabbri

© 2010 - Pag.182

ISBN 978 88 8000 310 6

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Come mai Umberto Eco è diventato per tutti un mito intellettuale,

l'incarnazione stessa della Cultura?

 

Ha certamente scritto saggi e romanzi importanti e di largo successo

mondiale, ma è sufficiente questo per diventare un mito?

 

Com'è iniziata la sua storia?

 

Umberto Eco non è un code breaker. Non ha forse realizzato delle innovazioni

teoriche salienti, anche se Opera aperta resta un riferimento per

l'estetica. Il suo ruolo è stato invece decisivo per operare dei veri e propri

movimenti tettonici all'interno della cultura italiana e internazionale. Non

rotture epistemologiche quindi, ma pieghe, inflessioni e spostamenti

d'accento che hanno modificato le gerarchie e riscritto i criteri tradizionali

di dominanza culturale. Senza Eco questo spostamento non sarebbe

avvenuto, o sarebbe avvenuto molto più tardi e in maniera diversa.

Questo libro ci riporta all'esordio (dal 1958 al 1964) dell'intellettuale

italiano vivente più conosciuto del pianeta, o se si preferisce dell'intellettuale

planetario più conosciuto in Italia. Poiché la fama semplifica,

la fisiognomica della celebrità conduce alla caricatura: Eco è l'uomo che

sapeva troppo, il dotto enciclopedico che ha anticipato l'avvento di Google

e Wikipedia.

In maniera obliqua, il libro di Michele Cogo è un contributo alla conoscenza

di un periodo culturale che non ha ancora finito di dire quello

che ha da dire. È un tentativo metodico d'introdurre rapporti concettuali

all'interno di un genere stantio, quello biografico, che ne esce rinnovato.

Capacità narrativa, assenza di piaggeria e molta minuzia di dati: insomma

qualcosa di profondamente diverso dalle comuni biografie che agitano

con sommesso rumore le catene del ghost writer.

Siamo in un'epoca revisionista: torniamo indietro a passo di gambero.

Ma così facendo incappiamo nei fatti di spalle. Grande merito di questo

libro è che ci aiuta a voltarci e a guardare di fronte il suo oggetto: la mitogonia

di Umberto Eco. (dall'introduzione di Paolo Fabbri)

 

Michele Cogo, dopo aver esordito come autore di libri e racconti umoristici

(101 storie di bar, Comix 1997, Viaggiare senza andare, Minimum Fax 1999, La prozia di Celestino. Manifesto contro la New Age, Minimum Fax 2000) e aver lavorato per alcune agenzie di comunicazione, ha iniziato a scrivere sceneggiature per documentari e film di finzione. Occasionalmente scrive articoli e racconti per il Corriere della sera edizione di Bologna. Come sceneggiatore ha scritto tra gli altri Le vie dei Farmaci (film documentario venduto in quindici paesi), la serie di documentari Men and Puppets (Fondo Media per lo sviluppo 2009) e, insieme a Carlo Lucarelli e Giampiero Rigosi, l'adattamento cinematografico del romanzo di Lucarelli L'isola dell'angelo caduto (Einaudi, 1999) in corso di produzione.

Con Giampiero Rigosi ha scritto il film dei Manetti Bros. Paura, un horror in 3D con Peppe Servillo e Francesca Cuttica, in uscita il 15 giugno 2012.

Parallelamente alla scrittura narrativa e cinematografica ha svolto ricerca in ambito accademico, occupandosi di semiotica narrativa e visiva. Dopo la laurea in DAMS a Bologna, ha conseguito un dottorato di ricerca in "Studi sulla rappresentazione visiva" (Istituto Italiano di Scienze Umane) con una tesi su "Il caso Moro visto dai telegiornali francesi" - tutor di ricerca Paolo Fabbri. In ambito accademico ha pubblicato sulla rivista Carte semiotiche, nel volume collettivo Fra parola e immagine (Mondadori Università, 2008) a cura di Omar Calabrese, e il saggio Fenomenologia di Umberto Eco. Indagine sulle origini di un mito intellettuale contemporaneo (Baskerville, 2010), introduzione di Paolo Fabbri. Ha tenuto diversi corsi e lezioni di scrittura, sceneggiatura e narratologia. È membro associato del Centro Universitario Bolognese di Etnosemiotica.

Nel 2011 con Carlo Lucarelli, Giampiero Rigosi e Beatrice Renzi ha fondato Bottega Finzioni, la scuola di narrazione di cui ha diretto l'area Non fiction e Fiction (insieme a Giampiero Rigosi). Nel 2021 ha fondato Fondazione Bottega Finzioni, di cui è direttore e di cui sono soci, oltre a Baskerville, Il Comune di Bologna, L'Universitàdi Bologna società di produzione e altri soci privati.

[www.bottegaFinzioni.it - www.michelecogo.it ]

 

In copertina disegno di Tullio Pericoli

 

R e c e n s i o n i

 

Il Corriere della Sera, Bologna

5/01/2012 di Piero di Domenico

 

Il Sole 24 Ore

15/09/2010, di Stefano Salis

 

VOCE

14/09/2010, di Florio Magnanini

 

La Repubblica, Bologna

9/09/2010, di Vega Paresotti

 

Il Corriere della Sera, Bologna

9/09/2010, di Piero Di Domenico

 

Presentazione a Bologna (audio)

Michele Cogo, Paolo Fabbri, Stefano Bartezzaghi, Maurizio Marinelli

3/10/2010, Libreria Ambasciatori

 

 

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