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Baskerville BSC Biblioteca di Scienze della Comunicazione

 

Stephen Graham e Simon Marvin
CITTA' E COMUNICAZIONE
Spazi elettronici e nodi urbani

© 2004 - Pag.
400
Euro 22,
00
ISBN 88 8000
309 7

Per un po’ di anni ci siamo illusi che lo sviluppo della comunicazione annullasse la distanza e rendesse quindi indifferente la localizzazione. Una speranza che si è subito smorzata di fronte al dilatarsi degli agglomerati e al diffondersi degli effetti perversi della metropolizzazione. Un risultato ben diverso da quello che si ipotizzava. Non telelavoro dunque, in ridenti e operosi cottage elettronici sparsi in amene campagne e connessi in tempo reale al grande magma informazionale. Non abbattimento del traffico e sostituzione telematica delle funzioni urbane, ma incremento della mobilità e della congestione su spazi sì dilatati ma interamente urbanizzati. (...)
La globalizzazione per ora non lascia segni evidenti come cinte murarie o ciminiere, non semina tracce visibili sul territorio urbano. (…)
La città cambia dunque in maniera sottile e sotterranea, ma forse più profonda di quanto non avvenisse nel passato. Perché il cambiamento non è leggibile nei manufatti, è meno riconoscibile e denunciabile. (...)
Il libro di Graham e Marvin è nato da un obiettivo ambizioso, raccogliere e confrontare tutta la letteratura internazionale prodotta nell’ambito delle scienze del territorio sulla correlazione tra fenomeno urbano e cambiamento comunicazionale. Un’ambizione ben realizzata. La gamma di questioni affrontate è ampia e corposa e nulla o quasi nulla viene trascurato, sia sul versante delle opportunità che su quello dei rischi. Un modo scientifico per smontare i miti che hanno accompagnato l’esplosione delle comunicazioni a lunga distanza e proporre la ridefinizione dei paradigmi geografici e urbanistici attraverso cui analizzare e progettare la città.
(dalla prefazione di Paola Bonora)

GLI UTORI
Steven Graham è un ricercatore del Centre For Urban Technology
presso la School of Architecture, Planning and Landscape dell’Università di Newcastle (UK); Simon Marvin è professore di Sviluppo Sostenibile Regionale ed Urbano e Co-direttore del Centre for Sustainable Urban and Regional Futures presso l’Università di Salford (UK)



Recensione di Lorenzo De Carli

La metamorfosi della città in rete

Nel corso degli ultimi vent’anni, gli studi sui rapporti tra urbanistica e informatica sono stati attraversati da numerosi sintagmi (spesso metaforici) che ci fanno di primo acchito intendere come la città sia stata metamorfosata dall’interfaccia con le reti telematiche: “città invisibile”, “città informazionale”, “metropoli debole”, “città cablata”, “telecittà”, “città nell’era elettronica”, “città dell’informazione”, “città fondata sulla conoscenza”, “città intelligente”, “città virtuale”, “comunità elettroniche”, “comunità senza frontiere”, “cottage elettronico”, “spazi elettronici”, “città sovraesposta”, “flessicittà”, “comunità virtuale”, “regno urbano del nessun luogo”, “teletopia”, ecc.
L’elenco degli autori che hanno fatto ricorso alle espressioni citate è lunghissimo, e se si va da sociologi ad urbanisti, da filosofi ad economisti è perché il rapporto tra lo spazio del territorio urbano e lo spazio virtuale che sono andate via via estendendo le reti informatiche non solo si è fatto sempre più complesso, ma ha acquisito la capacità di mostrare aspetti tanto diversi, quanto lo sono i punti di vista degli osservatori.
La letteratura sull’argomento è vastissima e spesso contraddittoria, ma su un fatto tutti sembrano concordare: siamo in un’età caratterizzata da un forte regime di flussi d’informazione, e le reti informatiche stanno profondamente mutando il territorio (e quindi anche lo spazio urbano) perché stabiliscono rapporti di contiguità e di lontananza secondo principi che trascendono la prossimità geografica.
Steven Graham, ricercatore presso la School of Architecture, Planning and Landscape dell’Università di Newcastle (UK) e Simon Marvin, professore di Sviluppo Sostenibile Regionale ed Urbano presso l’Università di Salford (UK), hanno scritto un libro – Città e comunicazione – che è una vera e propria summa sulla letteratura scientifica dedicata al rapporto tra urbanistica e informatica. La versione italiana è stata pubblicata dalla casa editrice Baskerville e reca una prefazione di Paola Bonora, che insegna geografia all’Università di Bologna.
Articolato in nove capitoli, il libro studia l’interfaccia tra città e telecomunicazioni, illustrando le prospettive a confronto, soffermandosi sulle economie urbane, sulla vita sociale e culturale, sugli ambienti, sulle infrastrutture e i trasporti, sulla forma fisica degli spazi, sulle politiche urbanistiche e sulla pianificazione. Lo scopo dei due autori è stato quello di “proporre uno studio concettuale ed empirico su come le nostre città e i sistemi urbani stessero diventando sempre più mediati da flussi elettronici”. Non è il libro scritto da tecnofili convinti del determinismo tecnologico. E’ il libro di chi è persuaso che i flussi di comunicazione non debbano sottrarre ai cittadini la possibilità di orientare consapevolmente i propri destini.


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